"Involucri" a Cersaie
Rashid, Uchida, Weinfeld, Kogan e Iosa Ghini i protagonisti
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L’involucro come struttura primaria dell’architettura, la sperimentazione come tensione verso la rappresentazione del nuovo. E’ in questa sintesi che prende consistenza la filosofia alla base di "Involucri - Esercizi di Architettura", l’evento nato a Bologna, in occasione di Cersaie.
Il Comitato Scientifico, composto da Andrea Branzi, Dante Donegani e Gilda Bojardi, ha chiesto a Hani Rashid (USA), Shigeru Uchida (Giappone), Isay Weinfeld, Marcio Kogan (Brasile) e a Massimo Iosa Ghini di sviluppare l’idea di un nuovo "involucro".
Elemento cardine dello sforzo dei progettisti è la realizzazione del "concept" di una struttura architettonica (un "involucro" appunto), particolarmente innovativa per tecnologia e materiali, oltre che per la forte caratterizzazione impressa dallo stile dei singoli progettisti. Dunque, non un concorso di idee per meglio rivestire uno spazio/ambiente già predefinito, ma - attraverso un rovesciamento della prospettiva - la creazione di un ‘contenitore’ ex novo, frutto di una lettura diversa dello spazio.
I quattro progettisti hanno illustrato la filosofia dei loro progetti durante la Conferenza "Involucri - Esercizi di Architettura" che si è svolta mercoledì 2 ottobre presso il Palazzo dei Congressi di Bologna, mentre la mostra dei progetti - all’interno della quale sono evidenziati, anche con immagini tridimensionali, i percorsi seguiti per giungere alla realizzazione dei quattro ‘involucri’ - è stata inaugurata il 1° ottobre e rimmarrà aperta fino al 20 ottobre presso la Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
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